TELEFONIA: CALL CENTER SELVAGGIO

Il Parlamento prepara un nuovo regalo ai fuorilegge.

Il Parlamento sta preparando un regalo ai call center. Meglio lo sta prorogando, a quei soggetti che telefonano senza consenso in milioni di case, che per anni hanno utilizzato banche dati illegali (sono stati trovati i dettagli su 15 milioni di ignare famiglie). Le società che commerciano in banche dati, insieme a gestori telefonici, pay tv, aziende di servizi, ecc., potranno continuare ad agire in barba al diritto alla privacy.
Un anno fa il Garante della privacy puntò i piedi (dopo anni e anni di inutili avvertimenti), minacciando finalmente provvedimenti da codice penale. Intervenne il Parlamento che lanciò un salvagente, dando la possibilità di infrangere la legge fino a dicembre 2009. In prossimità della scadenza, ecco spuntare un emendamento ad un provvedimento legislativo che nulla ha a che fare con la privacy e che modifica sostanzialmente la normativa: saranno i cittadini che non vogliono essere disturbati a doversi attivare ed iscriversi in un apposito registro, oggi accade il contrario. Ma è nella coda dell’emendamento che si nasconde il grande regalo. Le parole “sino al 31 dicembre 2009″ sono sostituite con le parole: “sino ai due mesi successivi all’istituzione del registro”. Cioè, le banche dati illegittime potranno essere usate finchè non sarà istituito il nuovo registro. Nuovo registro che, se passasse questo emendamento, potrebbe anche non essere mai istituito, o potrebbe giungere dopo anni e anni di dibattiti su come strutturarlo, sulle procedure, ecc.
Una situazione che genera insicurezza soprattutto nelle persone anziane, che si sentono violentate nella loro intimità domestica. Ci opporremo in ogni modo a questo velenoso regalo.

Meglio lo sta prorogando, a quei soggetti che telefonano senza consenso in milioni di case, che per anni hanno utilizzato banche dati illegali (sono stati trovati i dettagli su 15 milioni di ignare famiglie). Le società che commerciano in banche dati, insieme a gestori telefonici, pay tv, aziende di servizi, ecc., potranno continuare ad agire in barba al diritto alla privacy.

Un anno fa il Garante della privacy puntò i piedi (dopo anni e anni di inutili avvertimenti), minacciando finalmente provvedimenti da codice penale. Intervenne il Parlamento che lanciò un salvagente, dando la possibilità di infrangere la legge fino a dicembre 2009. In prossimità della scadenza, ecco spuntare un emendamento ad un provvedimento legislativo che nulla ha a che fare con la privacy e che modifica sostanzialmente la normativa: saranno i cittadini che non vogliono essere disturbati a doversi attivare ed iscriversi in un apposito registro, oggi accade il contrario. Ma è nella coda dell’emendamento che si nasconde il grande regalo. Le parole “sino al 31 dicembre 2009″ sono sostituite con le parole: “sino ai due mesi successivi all’istituzione del registro”. Cioè, le banche dati illegittime potranno essere usate finchè non sarà istituito il nuovo registro. Nuovo registro che, se passasse questo emendamento, potrebbe anche non essere mai istituito, o potrebbe giungere dopo anni e anni di dibattiti su come strutturarlo, sulle procedure, ecc.

Una situazione che genera insicurezza soprattutto nelle persone anziane, che si sentono violentate nella loro intimità domestica. Ci opporremo in ogni modo a questo velenoso regalo.

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